LE PREGHIERE PER I DEFUNTI NELLA TRADIZIONE ANGLICANA
Nelle chiese anglicane in cui viene commemorato il giorno dei morti, si ricordano i proprî cari che ci hanno preceduti davanti a Dio onnipotente.
Le preghiere per i defunti nella tradizione anglicana
Al tempo della Riforma inglese, la commemorazione dei defunti fu intenzionalmente fusa con la grande festa di tutti i santi, secondo tradizione celebrata il 1° di novembre. La preghiera per i morti, infatti, suscitava controversie nell’anglicanesimo riformato: la pratica era spesso associata alla dottrina romana del purgatorio, una dottrina chiaramente respinta dalla Riforma inglese a causa dell’assenza di un appoggio biblico e patristico. In effetti la dottrina romana del purgatorio si sviluppò soltanto nel Medioevo e non ricevette mai un consenso davvero cattolico, cioè universale, tant’è che è tuttora rifiutata dalle chiese d’Oriente.
Tuttavia, il Book of Common Prayer del 1549 (il primo libro di preghiere pubblicato a seguito della Riforma inglese) non abbandonò la pratica della commemorazione dei defunti, ma ricordava questi ultimi nel corso del canone eucaristico: «Raccomandiamo alla tua misericordia, o Signore, tutti i tuoi servi [e le tue serve] che ci hanno lasciato nel segno della fede, e ora riposano nel sonno della pace. Concedi loro - ti preghiamo - la tua misericordia e la pace eterna; così, nel giorno della risurrezione, noi e tutti coloro che appartengono al corpo mistico del tuo Figlio potremo stare insieme alla sua destra ed ascoltare dalla sua lieta voce queste parole: “Venite a me, voi che siete benedetti dal Padre mio, e prendete possesso del Regno, che è preparato per voi sin dall’inizio del mondo”».
Sebbene i successivi Prayer Books offrissero riferimenti molto più deboli ai “morti in Cristo”, escludendo la preghiera diretta per i defunti ma facendone menzione nel corso del rendimento di grazie a Dio, il Book of Common Prayer del 1928, seguendo l’esempio del primo libro di preghiere inglese del 1549, ripristinò la pratica, con le parole: «E noi benediciamo il tuo santo Nome anche per tutti i tuoi servi [e le tue serve] che hanno lasciato questa vita nella tua fede e nel tuo timore; ti supplichiamo di concedere loro una crescita continua nel tuo amore e nel tuo servizio». Parimenti, nel BCP canadese del 1962, l’ufficio funebre contiene la seguente orazione: «Dio onnipotente, Dio dello spirito di ogni carne, noi ti supplichiamo: moltiplica per coloro che riposano in Gesù le molteplici benedizioni del tuo amore, affinché l’opera buona che hai iniziato in loro sia portata a compimento sino al giorno di Gesù Cristo».
Pertanto, le preghiere per i defunti nell’ambito della celebrazione della santa Eucaristia e di altri ufficî della Chiesa, sebbene non siano obbligatorie, fanno parte della nostra eredità liturgica anglicana. Mentre la dottrina romana del purgatorio non ha ricevuto il consenso cattolico, le preghiere per i morti sono state, con una certa prudenza, praticate dalla Chiesa indivisa, e poi in misura maggiore o minore accolte nell’ortodossia orientale e nell’anglicanesimo.
Le preghiere per i defunti sono patristiche?
Sì. Il riferimento più famoso, a tal proposito, è Agostino, il quale, citando le parole della sua santa madre Monica, ormai agonizzante, nel libro IX delle sue Confessioni, scrive «Deponi questo mio corpo dove vuoi; non lasciare che la cura per esso ti crei disturbo. Solo questo ti chiedo: ricordati di me davanti all’altare del Signore, ovunque tu sia». Agostino chiarisce poi di aver esaudito i desideri di santa Monica; egli, nel rivolgersi a Dio, si meraviglia dell’umiltà di sua madre, che aveva desiderato non lo sfarzo e la pompa dei riti funebri, ma solo di essere ricordata in preghiera davanti all’altare: «Non ci ha affidato tali compiti [di erigere monumenti o simili], ma ha soltanto chiesto che il suo nome fosse ricordato presso il tuo altare».
Una seconda obiezione alle preghiere per i defunti nasce da un malinteso circa la condizione dei trapassati. Se questi ultimi sono già in paradiso o all’inferno, allora le preghiere per essi appaiono irrilevanti. Tuttavia, per la mentalità patristica, le persone morte nel Signore non sono ancora perfette (cioè non hanno già raggiunto lo stato di risurrezione in Cristo); proseguono anzi il loro pellegrinaggio verso la resurrezione nell’ultimo giorno. Pertanto, preghiamo semplicemente affinché possano riposare in pace e risorgere nella gloria, perseverando e maturando nell’amore e nel servizio di Dio sino al giorno di Gesù Cristo. Mentre noi viventi preghiamo gli uni per gli altri nel nostro pellegrinaggio terreno verso la risurrezione, così pure preghiamo per chi continua il suo cammino verso la presenza piena di Dio Onnipotente.
Le preghiere per i defunti sono bibliche?
Sappiamo dai libri deuterocanonici che le preghiere per i morti erano una pratica comune tra alcuni ebrei (cfr. II Maccabei 12, 40-45). Gesù non ha detto nulla che contraddicesse questa pratica, benché abbia sovente criticato molte pratiche che si erano insinuate nel tardo giudaismo. Lo stesso San Paolo sembra rivolgere una preghiera per il defunto amico Onesiforo: «Sai che tutti quelli dell'Asia, tra i quali Fìgelo ed Ermègene, mi hanno abbandonato. Il Signore conceda misericordia alla famiglia di Onesìforo, perché egli mi ha più volte confortato e non s’è vergognato delle mie catene; anzi, venuto a Roma, mi ha cercato con premura, finché mi ha trovato. Gli conceda il Signore di trovare misericordia presso Dio in quel giorno. E quanti servizi egli ha reso in Efeso, lo sai meglio di me» (II Timoteo 1, 15-18). La maggior parte degli esegeti riconosce che Onesiforo è morto e Paolo prega affinché trovi misericordia nel giorno del giudizio.
Perché pregare per i defunti?
Preghiamo per i morti perché li custodiamo ancora nel nostro affetto e perché confidiamo che alla presenza di Dio coloro che hanno scelto di servirlo cresceranno nel suo amore, finché non lo vedranno così come Egli è. In altre parole, se i morti non hanno ancora sperimentato la pienezza della Risurrezione promessa nell’ultimo giorno, essi continuano ad essere santificati alla presenza più piena del Signore, maturando, come dice il BCP 1928, nel suo amore e nel suo servizio.
Riepilogo
- Le preghiere per i morti (anche all'interno del canone eucaristico) fanno parte della nostra eredità liturgica anglicana, sebbene non siano obbligatorie e possano dar adito a controversie, specialmente quando la pratica è associata alla dottrina romana del purgatorio, che è chiaramente rifiutata dalla Chiesa indivisa dei primi secoli, dalle chiese orientali e dall’anglicanesimo.
- Le preghiere per i defunti all’interno della santa Eucaristia erano praticate dalla Chiesa primitiva.
- Le preghiere per i morti erano praticate da alcuni antichi ebrei. Gesù non condannò mai questa pratica, che probabilmente era diffusa al tempo della sua vita terrena.
- Sembra che lo stesso Paolo abbia pregato per i morti quando intercedette per il suo amico Onesiforo.
- Oggi preghiamo per i morti in quanto il giudizio finale e la risurrezione non sono ancora giunti.
Per favore, unitevi a noi nel ricordare i vostri cari e le vostre care che ci hanno preceduto nella fede e coloro la cui fede è conosciuta soltanto da Dio.
Possano riposare in pace e risorgere nella gloria! Amen.
(Fr. Michael J. McKinnon, pastore presso la Holy Trinity Anglican Church di Marlborough, Massachusetts – traduzione in Italiano e adattamento di Davide Lopez)
2 novembre 2023 - Commemorazione dei fedeli defunti

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